Iscriviti al blog tramite e-mail

Newsletter

Categorie

Commerciante d’immobili a 19 anni – È possibile?

Nel giugno 2019 il Tribunale Federale ha dovuto decidere se un diciannovenne dovesse essere qualificato come commerciante d’immobili professionista. Scoprite nell’articolo la decisione del Tribunale Federale.

Nel 2007, il diciannovenne A. ha acquistato un immobile che ha finanziato con un prestito della madre per un importo di CHF 250’000.- e un’ipoteca di CHF 670’000.-. Inoltre, A. ha effettuato una conversione dell’appartamento in mansarda, in gran parte finanziata dal debito, per poterci vivere lui stesso in seguito. Le restanti unità abitative dell’edificio sono state affittate. Questo edificio è stato venduto nel 2012, dopo di che A. ha acquistato un altro immobile nello stesso anno. Allo stesso tempo, A. era anche socio accomandatario della società in accomandita gestita dal padre, che operava nel mondo immobiliare.

Le autorità fiscali di Basilea Città hanno qualificato A. come commerciante d’immobili professionista. Successivamente, A. è stato obbligato ad assoggettare a imposta gli utili da capitale derivanti dalla vendita dell’immobile come reddito da attività lucrativa dipendente. A. ha presentato ricorso al Tribunale Federale contro questa valutazione. Il Tribunale federale si è pronunciato sul caso nella sentenza BGer 2C_551/2018 dell’11 giugno 2019.

Commerciante d’immobili professionista

Un commerciante d’immobili professionista è una persona che compra e vende immobili in modo sistematico e con l’intenzione di realizzare un profitto. Indicatori di carattere commerciale sono un approccio sistematico, un accumulo di transazioni, uno stretto legame con l’attività professionale, una particolare competenza, l’utilizzo di consistenti finanziamenti esterni o il reinvestimento degli utili realizzati. Quando si effettua una valutazione, tutti i criteri devono essere soppesati e tutte le circostanze devono essere valutate caso per caso.

Accumulo di ricchezza privata

Nel caso sopra descritto, A. ha avanzato l’argomentazione che l’acquisto dell’immobile era servito solo a scopi previdenziali privati, come dimostrerebbe la conversione e l’utilizzo dell’appartamento in mansarda. Una vendita non era mai stata prevista prima del 2012. Il Tribunale Federale ha respinto questa argomentazione con la motivazione che non si può nascondere il carattere commerciale dell’accumulazione patrimoniale. Inoltre, non è insolito che i commercianti d’immobili occupino un immobile.

Conoscenza esperta

Inoltre, A. ha affermato di non avere conoscenze specialistiche nel settore del commercio immobiliare, soprattutto perché non aveva lavorato nell’azienda del padre negli anni 2007 – 2012. Era inaccettabile che ad A. venisse attribuita la conoscenza del padre. Il Tribunale Federale ha però respinto questa argomentazione. Esso ha sostenuto che, in considerazione del fatto che l’acquisizione della proprietà è stata effettuata senza capitale proprio, non era necessaria alcuna prova speciale di impiego nell’azienda del padre. Il Tribunale Federale ha inoltre dichiarato che sarebbe stato assolutamente irrealistico presumere che A. non avesse beneficiato delle competenze e dei contatti di suo padre.

Disponibilità a correre rischi

A. ha inoltre criticato il fatto che si sia giunti alla conclusione che vi sia una particolare disponibilità ad assumere rischi solo sulla base di finanziamenti esterni. Il Tribunale Federale ha invece ritenuto che, data la situazione personale di A., egli non era disposto a correre alcun rischio. (19 anni, studente universitario), il puro finanziamento esterno andava ben oltre ciò che si potrebbe definire una normale capacità di rischio.

In considerazione del finanziamento esterno, delle competenze esistenti, della procedura prevista e del reinvestimento dei guadagni degli utili di capitale in un nuovo immobile, il Tribunale Federale è giunto alla conclusione che la qualificazione di A. come commerciante d’immobili professionista è legittima.

Findea vi aiuta a gestire le vostre tasse in modo semplice e senza problemi.

<ul class="button-list"><li><a class="button" href="https://www.findea.ch/it" target="_blank">Ulteriori Informazioni</a></li><li><a class="button" href="https://www.findea.ch/it/service/contatto" target="_blank">Fissare un colloquio di consulenza</a></li></ul>

Le posate d’argento della nonna – Articoli per la casa esenti da imposte o beni imponibili?

Ogni anno, al momento di compilare la dichiarazione dei redditi, ci si pone la stessa domanda: la TV a schermo piatto o le posate d’argento della nonna sono beni di consumo esentasse o devono essere tassati come patrimonio? La risposta a questa domanda varia da cantone a cantone in Svizzera.

Il possesso di beni da parte di una persona soggetta a imposta è suddiviso nel diritto fiscale in beni personali, suppellettili domestiche e investimenti di capitale (patrimonio). I beni personali e le suppellettili domestiche non sono considerati beni imponibili e non sono pertanto soggetti all’imposta sul patrimonio ai sensi dell’art. 13 cpv. 4 LAID.

Che cosa appartiene alle suppellettili domestiche esenti da imposte?

Per beni personali si intendono tutte quelle cose che di solito vengono utilizzate da una sola persona. Questo include, ad esempio, vestiti, gioielli o la macchina fotografica del fotografo amatoriale. Le suppellettili domestiche, invece, comprendono tutti gli oggetti che fanno parte del normale arredamento di una casa o di un appartamento, come ad esempio mobili, tappeti, quadri, stoviglie, lo stereo o il televisore. Sono chiaramente classificati come investimenti di capitale, vale a dire come attivi imponibili, l’oro e altri metalli preziosi, i titoli, le assicurazioni sulla vita, i veicoli a motore, le navi, i cavalli da equitazione o le collezioni di valore di qualsiasi tipo.

Difficile da differenziare

Con alcune voci, la classificazione è difficile. Questi beni, che potrebbero appartenere a diverse categorie fiscali, sono chiamati beni alternativi. Le posate d’argento della nonna, ad esempio, possono far parte dei beni di consumo esentasse se utilizzate regolarmente o, in caso contrario, possono essere un bene imponibile. Un altro indicatore per la classificazione è la proporzione del patrimonio totale del soggetto imponibile che la voce in questione rappresenta. Più grande è la partecipazione, più è probabile che essa si qualifichi come investimento. In alcuni cantoni esiste anche un limite all’importo oltre il quale una voce può essere classificata come investimento di capitale.

Su cosa dovete pagare le tasse?

Se un oggetto rientra nella categoria degli investimenti di capitale, deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi con il suo valore assicurativo e di mercato. Se il valore non è noto, deve essere ragionevolmente stimato. In caso di dubbio, si consiglia di chiedere per iscritto all’autorità competente o di consultare il parere di uno specialista, poiché non vale la pena effettuare una malversazione. Se un bene non dichiarato viene scoperto dalle autorità fiscali, vi è il rischio di un successivo procedimento fiscale e penale per (tentata) evasione fiscale.

Findea vi aiuta a gestire le vostre tasse in modo semplice e senza problemi.

Differenziazione fra spese per la manutenzione e spese per la valorizzazione

Le spese per la manutenzione degli immobili detenuti come beni privati sono fiscalmente deducibili. A tal fine, tuttavia, devono presentare un carattere di conservazione del valore e mantenere, riparare o sostituire concretamente il valore di utilizzo di un bene economico in un immobile. Le spese che comportano un aumento del valore, invece, non possono essere detratte come costi di manutenzione, ma solo dalle imposte sugli utili da sostanza immobiliare.

Aliquote dell’imposizione delle imprese in Svizzera 2017

La maggior parte dei cantoni ha leggermente ridotto le aliquote dell’imposta sul reddito delle società per il 2017. Continua quindi una tendenza decennale. Soprattutto nei cantoni con tasse elevate è prevedibile un’ulteriore riduzione. Le aliquote più basse risultano ancora nella Svizzera centrale.

Trattamento fiscale delle criptovalute – parte 2: società

Le criptovalute sono create e gestite in maniera completamente decentralizzata. Lo stato fondamentalmente si mette in contatto con gli utenti solo per una questione fiscale. Ma rimangono ancora molte domande aperte.

Trattamento fiscale delle criptovalute – parte 1: persone fisiche

Le criptovalute sono completamente disconnesse dal controllo statale e sono soggette solo al controllo dell’utente. Ma poiché hanno valore, lo stato esige il pagamento delle tasse su di loro.  In questo articolo scopriamo il trattamento fiscale per le persone fisiche.

L’autodenuncia è in netto rialzo!

L’arrivo dello scambio automatico di informazioni sta spingendo sempre più i contribuenti svizzeri a denunciare se stessi alle autorità fiscali. Il cantone del Giura è al primo posto.

Tassazione delle criptovalute

Le criptovalute sono sempre più presenti nella vita quotidiana. Soprattutto nell’ultimo anno, molte persone hanno affrontato l’argomento e investito in diverse valute. Ma come vengono tassate le criptovalute? Vengono trattate come valuta estere.

Acquisto facoltativo nella cassa pensione: a cosa bisogna prestare attenzione?

Per chi è in possesso di sufficienti mezzi liquidi, un acquisto facoltativo nel secondo pilastro può certamente essere redditizio. Da un lato, si rafforza la propria previdenza per la vecchiaia, dall’altra si risparmia attraverso i vantaggi fiscali. L’importante è, informasi sempre sulle diverse clausole.

L’imposta preventiva – parte 3: come avviene il rimborso?

L’imposta preventiva aiuta ad arginare il fenomeno delle sottrazioni d’imposta in Svizzera. Findea espone in una serie di quattro articoli, la spiegazione e il funzionamento in concreto dell’imposta preventiva. Questo terzo articolo spiega come ricevere il rimborso dell’imposta.

Articoli più vecchi